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50 Composizioni celebri e facilitate per organo di Autori classici, con presentazione dei pezzi e tabella per l’uso pratico. La moda del primo ‘900 diceva: “uso pratico” di un repertorio musicale. Luigi Picchi era bravissimo nel facilitare e adattare centinaia di composizioni per adeguarle alle dita spesso non agilissime degli organisti esordienti.
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Toccata, Preludio e Fuga per organo è una composizione originale di Carlo Alessandro Landini, tra le voci più significative della musica contemporanea italiana. Articolato in tre movimenti distinti ma fortemente interconnessi, il trittico esplora le potenzialità espressive dell’organo moderno attraverso un linguaggio contrappuntistico raffinato e una scrittura di grande rigore formale. Pensato per strumenti dotati di tre manuali e pedaliera estesa, il brano richiede all’interprete una profonda consapevolezza sonora e stilistica. I suggerimenti di registrazione, basati sulla fonica dell’organo Tamburini di Santa Maria Segreta a Milano e curati dal M° Alessio Corti, sono da considerarsi orientativi: ogni esecuzione è chiamata a valorizzare la chiarezza delle linee e la trasparenza timbrica. Tra tradizione e innovazione, questa composizione rappresenta un contributo importante al repertorio organistico contemporaneo, destinato tanto alla sala da concerto quanto alla riflessione interiore dell’ascolto liturgico e meditativo.
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Nel 2004, con la collaborazione della Cappella Musicale Albino Perosa A.P.S. di Mortegliano (UD), è stata pubblicata l’opera Musica Sacra (in tre volumi) di Albino Perosa, per i tipi di Rugginenti Editore Milano, con revisione critica di Daniele Zanettovich. Un corpus ricco, unico e completo nel suo genere, cui attingere per le celebrazioni per tutti i tempi dell’anno liturgico. Il sacerdote e musicista friulano Albino Perosa, dedicò gran parte del suo lavoro compositivo sia alla musica liturgica, secondo le norme dettate dal Concilio Vaticano II, sia alle elaborazioni corali di canti popolari della sua terra. A questo impegno appassionato, ispirato al suo ministero e alla sua terra natia, si è affiancata l’opera compositiva per organo e per vari organici strumentali.
Diplomatosi prima in Organo a Udine nel 1946 e successivamente, nel 1955, in composizione presso il Conservatorio di Trieste, sotto la guida del maestro Mario Montico (formatosi alla scuola parigina), Albino Perosa scrisse alcune composizioni per organo, datate dalla fine degli anni cinquanta ai primi anni settanta. La Cappella Musicale desidera stampare queste undici composizioni, per far emergere la cifra compositiva della sua poliedrica attività e il grande percorso musicale dell’artista, sviluppatosi attraverso il mondo della musica ceciliana del primo novecento, l’influsso delle scuole compositive della musica francese (da Franck a d’Indy) e culminato nella composizione delle opere della sua piena maturità. Negli ultimi quattro brani organistici di carattere impressionistico e descrittivo, composti negli anni cinquanta, si può scorgere la matrice che porterà l’artista alla stesura della suite per archi.